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Guida alla Champions League 2021/22

Dario Saltari

Da come ha iniziato la stagione mi viene il dubbio di star scommettendo male i miei soldi, ma il Borussia Dortmund rimane una delle candidate più serie a stupire in questa edizione della Champions League al di fuori del – come vogliamo chiamarlo? – tavolo dei grandi? Insomma quell’élite di super club che include le inglesi, il PSG, il Bayern Monaco, la Juventus, il Real Madrid e il Barcellona. I gialloneri, dicevo, in realtà non hanno iniziato benissimo: hanno perso la Supercoppa in maniera abbastanza netta contro il Bayern Monaco (1-3, da un parziale di 0-2) e anche in campionato hanno avuto diverse difficoltà, prima perdendo in casa del Friburgo e poi faticando da matti contro l’Hoffenheim, battuto solo grazie a un gol di Haaland quasi all’ultimo secondo. 

Ma, insomma, è ragionevole sospendere il giudizio almeno per un po’ sul lavoro di Marco Rose, che si è seduto sulla panchina del Borussia poco più di due mesi fa. Visto anche il girone in cui ha avuto la fortuna di ritrovarsi la sua squadra (che vede la presenza di Ajax, Sporting Club e Besiktas), è probabile che anche in Champions League avrà il suo periodo di rodaggio, con licenza di sbagliare e sperimentare. Alla fine parliamo dell’allenatore che ha portato al quarto posto una squadra tutt’altro che eccelsa tecnicamente come il Borussia Monchengladbach (nella stagione 2019-20) e che poi è riuscita a farle superare la scorsa fase a gironi di Champions League, venendo eliminata solo agli ottavi da quella sarebbe stata poi la finalista (il Manchester City di Guardiola). I tifosi dell’Inter sicuramente ricorderanno con una smorfia quella squadra, che fece faticare Conte per portare quattro punti a casa tra andata e ritorno. 

Al talento di Rose si unisce quello della rosa, ricchissima di giocatori che sembra non vedano l’ora di mettersi in mostra ai massimi livelli. Certo, è partito Jadon Sancho, ma dopo un’estate tribolata alla base è rimasto Erling Haaland, che avrà la possibilità di mettere a frutto l’esperienza maturata nella scorsa edizione della Champions League, dove, ai quarti, sempre contro il Manchester City, era sembrato per la prima volta privato della sua fiammeggiante forza da Balrog. Accanto a lui, proprio “al posto” di Sancho, ci sarà Donyell Malen, seconda punta dal baricentro basso che sembra rimbalzare come una pallina da flipper quando parte in conduzione. Il giocatore olandese arriva al Borussia dopo una stagione al PSV da 24 gol e 9 assist solo contando campionato ed Europa League, ed è solo l’ultimo arrivato. Insieme a lui, dal centrocampo in su, il Borussia Dortmund potrà contare sul talento serafico di Jude Bellingham e su quello elettrico di Gio Reyna, fino a quelli ancora più verdi ed esotici di Moukoko e Reinier, fresco fresco di prestito dal Real Madrid. Per arrivare fino in semifinale, Rose avrà bisogno che salga di livello anche solo una parte di questi giocatori, incastonati tra l’altro su una base già ottima – fatta di giocatori di esperienza come Reus, Guerreiro, Brandt e Witsel – e soprattutto trovare un modo, da qui a marzo, per non essere fragile senza palla come ha dimostrato di essere in queste prime uscite stagionali. Non sarà facile, ci vorrà anche molta fortuna, ma le potenzialità ci sono tutte. 

Daniele

Se potessi dividere il mio budget a metà ne metterei una parte sullo Shakhtar e una sul Lipsia. (Non inserisco in questa scommessa nessuna italiana più per scaramanzia che altro, ma non mi stupirei di vederne almeno una ai quarti). Shakhtar e Lipsia hanno entrambe un girone difficile, in cui partono come terza forza, ma possono ridurre la distanza con la propria proposta di gioco e rosicchiare quei punti che, sperando che una delle due prime soccomba all’altra, potrebbero essere utili per qualificarsi come seconda. E da lì in poi è tutto da vedere.

Lo Shakhtar di De Zerbi è una grande incognita ma è anche molto affascinante e in una stagione di transizione sotto molti punti di vista potrebbe cogliere impreparata anche una grande come il Real Madrid. Ovviamente tutta Italia lo seguirà per vedere come se la caverà De Zerbi alla sua prima Champions League, e sappiamo che anche senza una rosa di primo livello può mettere in difficoltà quasi chiunque.

Il Lipsia ha il girone più proibitivo, ma anche in questo caso la rosa a disposizione di Jesse March è più che rispettabile: certo hanno perso Sabitzer, ma Szoboszlai (recuperato dopo la seconda metà della scorsa stagione, Europeo compreso, passata da infortunato), Forsberg, Dani Olmo, Haidara, Kampl, per fare degli esempi, sono giocatori di alto livello, ma anche giocatori come Gulacsi, Nkunku e Mukiele, sono solidi. Brobbey e Moriba, poi, sono due giovanissimi che, chissà, con l’incoscienza della gioventù possono far fare brutte figure alle leggende che si troveranno di fronte.

https://www.ultimouomo.com/champions-league-2021-22-guida/

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