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Il calcio femminile verso la svolta del professionismo

«Per prepararci a questo cambio epocale il Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Femminile, grazie al contributo dei vari gruppi di lavoro interni che coinvolgono direttamente i club di Serie A e Serie B e alla collaborazione con la LND, ha proposto nuovi format per i campionati nazionali di Serie A, Serie B e Serie C, approvati dal Consiglio Federale del 9 giugno. Questi cambiamenti sono stati ritenuti necessari per la sostenibilità di tutto il nostro sistema e per aumentarne il livello di competitività. La Serie C passerà a 3 gironi da 14 squadre già da settembre, mentre per arrivare al format che verrà inaugurato nella stagione 22/23 e che prevede una Serie A a 10 squadre e una Serie B a 16, il prossimo campionato d’élite con tre retrocessioni imporrà alle nostre squadre di strutturarsi al meglio per potersi garantire la permanenza nella massima serie. I cambiamenti riguarderanno anche la Serie B, dato che sarà un’unica squadra a ottenere la promozione».

Cambio di format, dunque, previsto per la prima stagione di professionismo e grandi potenzialità in aumento per le società e per le calciatrici. Soprattutto verrà scongiurata la possibilità di perdere le giocatrici a zero, come ad esempio accaduto quest’anno alla Juventus con l’addio di Aurora Galli, chiamata in Inghilterra dall’Everton. La società bianconera non ha potuto fare nulla per trattenere la centrocampista azzurra a causa della normativa della libera circolazione dei lavoratori all’estero. Il regolamento sportivo prevede, infatti, il vincolo solamente in Italia. Quando si tratta di trasferimenti all’estero, l’ordinamento sportivo italiano non ha più efficacia.

«Il cambio di status delle atlete della Serie A dalla stagione 22/23, garantirà alle calciatrici le adeguate tutele sanitarie, previdenziali e contributive, con un impatto normativo e finanziario sui Club che finanzieranno in buona misura questa innovazione. D’altro canto le Società potranno evitare di rischiare di perdere il loro patrimonio sportivo. E’ già successo che alcune atlete di spicco vengano assorbite dai mercati esteri, una “fuga di cervelli a parametro zero” che impatta negativamente sul nostro mondo».

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Grazie al professionismo e all’affiliazione delle squadre femminili alle società maschili, si formeranno anche nuovi ruoli all’interno dei club.

«Le licenze nazionali, sempre più articolate con l’inserimento di figure professionali dedicate al calcio femminile fuori e dentro al campo, regolano le ammissioni ai campionati. Ruoli specifici come quello del Direttore Generale o l’Addetto Stampa da un lato e del Responsabile del Settore Giovanile o del Preparatore Atletico dei Portieri dall’altro, sono diventate figure obbligatorie. Già da oggi stiamo discutendo e programmando ulteriori accorgimenti per la stagione sportiva 22/23, con una visione condivisa da parte dei club a cui va concesso il giusto tempo per strutturarsi internamente».

https://www.ilsole24ore.com/art/il-calcio-femminile-la-svolta-professionismo-AEsFcoX

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