Football23

News Aggregator & Blog

L’Italia con Chiesa e Pessina batte l’Austria (2-1) e va ai quarti. Ma che fatica!

Niente da fare, soprattutto nella ripresa, quando l’Italia è andata di più in sofferenza, e per due volte è stata salvata dal Var (gol di testa di Arnautovic annullato per fuorigioco e un possibile rigore per fallo di Pessina su Lainer anch’esso non concesso per offside), gli austriaci sono sempre riusciti a chiuderci gli spazi diventando a mano a mano sempre più minacciosi.

Fisicamente fortissimi, e più determinati degli azzurri, gli uomini di Foda hanno mandato in tilt le nostre centraline di gioco (Verratti e Jorginho) impedendoci di far filtrare palloni per Immobile e Insigne. Per la prima volta in questo Europeo è un’Italia lenta, poco sincronizzata, spesso imprecisa nei passaggi e nelle conclusioni. Il più a disagio è Verratti, assai meno brillante rispetto all’incontro col Galles. Anche Berardi, spesso neutralizzato da Alaba, è fuori dal radar. Nonostante queste difficoltà, nel primo tempo l’Italia per due volte potrebbe passare in vantaggio. Prima con una conclusione di Barella, servito da Spinazzola, deviata in extremis con un piede da Bachmann. Poi alla mezz’ora con un potente destro di Immobile che si stampa sul palo a portiere battuto. Se ci fossimo sbloccati probabilmente la partita avrebbe preso una piega diversa. Però mai abbiamo avuto il pallino del gioco. L’unico all’altezza delle precedenti prestazioni è stato Spinazzola, molto propositivo nel primo tempo, e sempre puntuale nelle chiusure quando siamo arretrati.

La situazione precipita nel secondo tempo. A parte il gol di testa annullato (64′) ad Arnautovic (un toro che non ci ha mai dato tregua), l’Austria guadagna metro su metro mettendoci all’angolo. A questo punto Mancini interviene facendo i primi cambi. Locatelli entra al posto di Verratti. Mentre Pessina rileva Barella, sempre meno lucido e tartassato dai difensori austriaci.

Ma l’Austria non molla di un millimetro. Corre, pressa, raddoppia, sente che la preda è nel mirino. Soprattutto in attacco siamo poco concreti. Anche Insigne non è in giornata. Non conclude quando deve concludere. Oppure si ostina con quei tiri a giro che, quando sono così telefonati, sono scontati. Insomma, vediamo le streghe. E meno male che Mancini interviene ancora inserendo Chiesa per Berardi e Belotti al posto di Immobile, ormai pure lui alla frutta. Tra un cambio e l’altro, quasi come un senso di liberazione, si chiude anche il secondo tempo.

Si va ai supplementari. E si va con delle sensazioni non incoraggianti. Gli austriaci, tutti concentrati, sembrano gli All Black quando fanno la Haka. Sono ancora freschissimi, pronti a tornare in campo. Gli azzurri, pur avendo fatto 4 cambi, sembrano meno reattivi. Guardano nel vuoto. Non parlano. Lo stesso Mancini, teso e preoccupato, quasi non interviene. L’unico che dice qualcosa è Chiellini, ma nulla di trascinante. Diciamo che non si avverte quel clima da “stringiamoci a coorte” che di solito precede le battaglie.

https://www.ilsole24ore.com/art/l-italia-chiesa-e-pessina-batte-l-austria-2-1-e-va-quarti-ma-che-fatica-AEkCgJT

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *