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I 5 giocatori più interessanti visti all’Europeo Under-21

All’ultimo minuto del primo tempo della finale tra Portogallo e Germania, sullo 0-0, Dany Mota lancia Vitinha in campo aperto. Vitinha controlla in area e davanti a lui ci sono solo il portiere e il centrocampista Maier, che sta rientrando. Allora con una gambeta salta il centrocampista verso l’interno e si apre lo specchio per tirare di sinistro. In maniera inaspettata, fa una sterzata con il destro verso il fondo, con il portiere che da terra prova a seguirlo. Con lo specchio chiuso, fa un’altra sterzata verso l’interno, e Maier in maniera comica inciampa sul portiere. A quel punto, però, Vitinha ha fatto rientrare tutta la difesa tedesca e l’occasione sfuma. Vitinha è il motivo per cui il Portogallo non ha battuto la Germania? Possibile. Ma davvero guardiamo l’Europeo Under-21 per sapere chi vincerà e per compiacerci dell’efficienza di calciatori con massimo ventitré anni?

Le competizioni giovanili servono ai movimenti nazionali e ai giocatori per mettersi in mostra e Vitinha aveva bisogno come il pane di farsi vedere, dato che quest’anno ha giocato appena cinquecento minuti in un contesto, il Wolverhampton, non proprio adatto al suo calcio. Il Portogallo, invece, era espressione diretta di come vorrebbe giocare ogni pallone Vitinha, che si è dimostrato senza dubbio il giocatore più divertente dell’Europeo.

Il calcio di Vitinha è pura gioia, sia per le sue caratteristiche individuali – la tecnica da futsal e un repertorio di trick di primo livello – sia per il modo in cui invita i compagni a interagire, con scambi stretti, veloci e a elevato coefficiente di difficoltà. Da mezzala destra di un 4-3-1-2 il sette lusitano si muove lungo tutto il campo. Ogni tanto collassa sulla sinistra, ogni tanto si abbassa da regista nella posizione dell’elegantissimo Bragança. A furia di triangoli, però, gli piace occupare in maniera dinamica la posizione di vertice alto, così da ricevere con ritmo tra le linee e puntare la difesa.
 
Quando si abbassa per prendere palla, spesso un avversario lo segue; lui riceve di spalle, ma le sue finte di corpo e le sue virate sono troppo rapide, impossibili da seguire senza un raddoppio; così Vitinha salta il marcatore, si gira frontalmente e cerca il compagno più vicino per triangolare. Rui Jorge, allenatore del Portogallo Under-21, gli ha messo vicino quasi solo giocatori che parlano la sua stessa lingua. È il modo migliore di far fiorire una mezzala che non sembra seguire nessun copione, che non tiene mai la palla in maniera conservativa e che organizza l’attacco a partire dalla tecnica sua e dei suoi interlocutori, con un dinamismo grazie al quale dopo lo scarico si sposta sempre per ricevere in movimento e agevolare così dribbling e pareti.

Le caratteristiche di Vitinha sono funzionali al gioco di tocco del Portogallo, ma sono soprattutto un grande incentivo a vedere la partita. Nessuno all’Europeo saltava l’uomo nello stretto come lui, nella partita contro l’Italia sembrava giocare uno sport diverso. Ma il portoghese è bello da vedere anche senza i dribbling. Prima di ogni trick, prima di ogni scarico, Vitinha si aggiusta la palla con la suola e usa i tacchetti come un periscopio, per capire dove orientarsi e con chi dialogare. Molte volte, con pochissimo spazio, tra gabbie di difensori, ritrae la palla con la suola per allontanarla dall’avversario che affonda il tackle e fare un passaggio corto dietro la sua pressione.

Ha del miracoloso la quantità di mezzali e trequartisti supertecnici che ha saputo mettere insieme il Portogallo under-21. Il futuro di Vitinha, però, potrebbe non essere così roseo, visto che andare via dalla Premier è sempre difficile e un giocatore così gracile e spontaneo nelle scelte è difficile da collocare. Dei bizantinismi davanti alla porta, davanti a un talento così, non dovremmo proprio tenerne conto. Saremmo complici di un calcio in cui Vitinha ha giocato solo una manciata di partite in una squadra di transizioni lunghe.

https://www.ultimouomo.com/5-giocatori-interessanti-europeo-under-21/

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